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Guide turistiche: anni di immobilismo che hanno penalizzato il Molise

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Dopo oltre 12 anni di immobilismo, finalmente il concorso nazionale per l’abilitazione delle guide turistiche è realtà. Una notizia che restituisce speranza, soprattutto in Molise, dove la mancanza di un percorso abilitante ha penalizzato intere generazioni di aspiranti professionisti del settore. In Consiglio ho più volte denunciato l’assurdità di un sistema che finanziava corsi di formazione per guide e accompagnatori turistici, ma non permetteva di ottenere un titolo valido per esercitare la professione. L’ho fatto con atti, interrogazioni e proposte di legge con l’obiettivo di disciplinare con maggior precisione l’esercizio delle professioni turistiche. Ora, visto il segnale tanto atteso che arriva con il concorso nazionale, tornerò al più presto su questi argomenti, ma la nostra regione deve farsi trovare pronta.

di Angelo Primiani

Dopo oltre un decennio di immobilismo, finalmente il concorso nazionale per l’abilitazione delle guide turistiche è realtà. Una notizia che restituisce speranza, soprattutto in Molise, dove la mancanza di un percorso abilitante ha penalizzato intere generazioni di aspiranti professionisti del settore. Da oltre 12 anni, infatti, la nostra regione non ha formato nuove guide turistiche, mentre nel resto d’Italia si andava avanti tra soluzioni tampone e regolamenti regionali non sempre efficaci. Oggi possiamo dire che la battaglia portata avanti in Consiglio regionale trova un importante riscontro.

In Aula ho più volte denunciato l’assurdità di un sistema che da un lato finanziava corsi di formazione per guide e accompagnatori turistici, ma dall’altro non permetteva a chi li frequentava di ottenere un titolo valido per esercitare la professione. L’ho fatto con atti, interrogazioni e proposte che puntavano a invertire la rotta. In pratica, si alimentavano false aspettative tra i giovani, costretti poi a scegliere tra l’emigrazione o l’esercizio abusivo della professione. Proprio per questo, negli anni mi sono battuto affinché il Molise fosse protagonista di un’iniziativa volta a sbloccare questa situazione, portando la questione all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni.

Oggi, grazie alla definizione di un percorso nazionale chiaro e valido per tutti, si chiude un capitolo di incertezza normativa che ha privato il Molise di professionalità fondamentali per il rilancio del turismo. Ma ora la nostra regione deve farsi trovare pronta, promuovendo le giuste sinergie tra istituzioni e operatori del settore per valorizzare al meglio questo traguardo. L’obiettivo deve essere quello di garantire nuove opportunità lavorative ai nostri giovani e colmare finalmente un vuoto che ha danneggiato per troppi anni l’attrattività turistica del Molise.

Sul tema, in passato, ho avanzato anche una proposta di legge regionale con l’obiettivo di disciplinare con maggior precisione l’esercizio delle professioni turistiche. L’intento era molteplice: migliorare la qualità dell’accoglienza e dell’offerta dei servizi nel settore; tutelare il consumatore; assicurare la piena fruizione turistica del territorio, anche attraverso la creazione di nuove figure professionali qualificate, capaci di dare impulsi credibili e rinnovate prospettive di sviluppo al Molise. Visto il segnale tanto atteso che arriva con il concorso nazionale, tornerò al più presto su questi argomenti con l’auspicio che le proposte per il settore possano essere accolte con l’unico scopo di offrire concrete prospettive occupazionali in una terra che fa i conti con tante difficoltà, ma ancora tutta da valorizzare.

 

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